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LA PRATICA
Prepararsi a fruire di un servizio d'interpretariato
Parlare attraverso l'interprete
Situazioni difficili
SCHEDE TECNICHE
Organizzare un servizio d'interpretariato
Parlare attraverso l'interprete
Valutazione degli interpreti
Cosa NON dire o fare |
| FAQ - Domande frequenti |
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| Criteri generali |
- Qual è la differenza tra interpretazione e traduzione?
- Quali forme d'interpretazione esistono e quando vengono usate?
- Quanti interpreti sono necessari per ogni lingua?
- Di quali impianti tecnici ho bisogno?
- Perché devo fornire la documentazione in anticipo?
- Come funziona l'interpretazione simultanea?
- L’interpretazione simultanea è davvero così difficile?
- Come funziona l'interpretazione consecutiva?
- E’ possibile ingaggiare un unico interprete per lavori molto brevi, come 1 o 2 ore?
- Come oratore, a cosa devo prestare attenzione?
- Come organizzatore, a cosa devo prestare attenzione?
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| Aspetti organizzativi |
- Perché in ogni cabina ci devono essere due interpreti?
- Perché ci vogliono più cabine?
- Devo fornire all’interprete materiale di riferimento?
- Quante ore lavora al giorno un interprete?
- Come posso trarre il meglio da un interprete?
- Ho parecchie informazioni da dare agli interpreti perché il convegno è molto tecnico.
Come faccio?
- A chi devo inviare la documentazione, gli abstract e i testi preparati dai relatori?
- Come devo far posizionare le cabine rispetto allo schermo?
- In che modo sono gestiti i contenuti altamente riservati?
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| Aspetti finanziari |
- Quanto costa un interprete professionista?
- Perché un interprete costa così tanto?
- Come viene calcolato il costo dell’interpretariato?
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Qual è la differenza tra interpretazione e traduzione?
La traduzione è la trasposizione di un testo da una lingua a un’altra in forma scritta. L’interpretazione avviene in forma orale e può avvalersi di attrezzature tecniche come le cabine di interpretazione.

Quali forme d'interpretazione esistono e quando vengono usate?
Tutto sommato, esistono quattro forme di interpretazione: l'interpretazione simultanea, l'interpretazione consecutiva, l'interpretazione di trattativa, e lo chuchotage.
Quest’ultimo assomiglia all'interpretazione simultanea in quanto avviene in tempo reale da una lingua all'altra. Gli interpreti non lavorano all'interno di cabine insonorizzate, come avviene con l'interpretazione simultanea, bensì siedono "fra il pubblico", cioè accanto ai loro ascoltatori ai quali "sussurrano" (questo è il significato del termine francese chuchoter) il discorso nella lingua d’arrivo. Per questo è adatto solo a riunioni ristrette, con un massimo di tre ascoltatori.
Durante l'interpretazione consecutiva e l'interpretazione di trattativa i discorsi vengono tradotti in differita (consecutivamente, appunto) a intervento ultimato. La differenza principale fra queste due forme d'interpretazione consiste nel fatto che nell’interpretazione consecutiva l'interprete prende appunti con l'aiuto di una speciale tecnica d'appunti, mentre per le interpretazioni di trattativa traduce periodo per periodo alternandosi con il relatore. Va quindi rammentato che tutte le forme d'interpretazione consecutiva allungano i tempi d'intervento costringendo gli ascoltatori ad ascoltare inizialmente i discorsi in una lingua sconosciuta.

Quanti interpreti sono necessari per ogni lingua?
Generalizzando, si può dire che un interprete può lavorare da solo per un periodo massimo di 20-30 minuti. Se l’intervento supera i 30 minuti, per assicurare la qualità dell'interpretazione, si dovrà ricorrere a due interpreti, che lavoreranno a turni alterni.
Per questa ragione, durante i convegni che durano una giornata intera si ingaggiano due interpreti per ogni cabina monolingua.
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Di quali impianti tecnici ho bisogno?
Durante i diversi tipi di evento, gli interpreti lavorano in cabine insonorizzate che possono essere noleggiate e montate ad hoc laddove non esistano cabine fisse e dove ascoltano gli interventi degli oratori in cuffia, pronunciando la propria interpretazione in un microfono. Gli uditori sentono l'interpretazione simultanea nelle rispettive cuffie, collegate ad un piccolo ricevitore ad onde infrarosse o radio.
Interpreti e impianti possono essere rispettivamente ingaggiati e prenotati insieme o separatamente. |
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Perché devo fornire la documentazione in anticipo?
Quando si partecipa ad una riunione come oratori o si assiste a un intervento, ci si documenta in anticipo per essere in grado di comprendere ciò di cui si parlerà o per intervenire in maniera opportuna e oculata. A causa del numero infinito di argomenti, l'interprete non è in grado di acquisire, in ogni materia, conoscenze specialistiche ad un livello tale da essere un esperto in tutte le discipline. L’interprete ha una necessità assoluta di accedere a quante più informazioni possibile in anticipo: più sarà in grado di comprendere e migliore sarà il suo rendimento nella trasposizione del messaggio da una lingua all’altra.
L’ideale, oltre ad avere la documentazione in anticipo, sarebbe poter disporre di un “esperto” in grado di rispondere ad eventuali domande e chiarire i dubbi che dovessero emergere.

Come funziona l'interpretazione simultanea?
L’interprete siede insieme ad un/una collega in una cabina insonorizzata a norma ISO 2603 o 4043. Ascolta il discorso dell’oratore pronunciato nella lingua originale attraverso delle cuffie e parla, nella lingua d’arrivo, in un microfono collegato alle cuffie distribuite all’uditorio. Ogni 20-30 minuti si alterna con il/la collega dato l’elevato grado di stress che l’attività impone.

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L’interpretazione simultanea è davvero così difficile?
Si tratta di una capacità che richiede predisposizione, preparazione, disciplina e capacità di operare in condizioni di stress elevato. Esiste una vasta letteratura specialistica al riguardo, ma le abilità maggiormente utilizzate sono l’ascolto, la comprensione, l’interpretazione e la produzione orale.
Si possono rappresentare come quattro catenelle che tengono in equilibrio un piattino al centro del quale |
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c’è una sfera. Se le quattro abilità sono in equilibrio, la sfera è al centro, ma tenerla in tale posizione richiede un notevole sforzo e impegno. La difficoltà in ogni determinata situazione dipende da una serie di fattori: la natura, la complessità e la velocità del discorso, la dizione, l'acustica, l'abilità dell'interprete e la familiarità con l'argomento trattato, la qualità e quantità della documentazione fornita per la preparazione, ecc.

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Come funziona l'interpretazione consecutiva?
L’oratore pronuncia il suo discorso fermandosi al termine di un concetto, o di una frase chiave e comunque sempre dopo 8-9 minuti. Nel frattempo, l’interprete annota su un bloc notes quanto detto e poi lo ripete nella lingua d’arrivo a beneficio dell’uditorio.

E’ possibile ingaggiare un unico interprete per lavori molto brevi, come 1 o 2 ore?
Sì, ma le giornate dell’interprete non sono frazionabili, quindi si dovrà calcolare la tariffa intera. Per particolari esigenze si può concordare una tariffa di ‘mezza giornata’, ma è un’eccezione. Il motivo è che un interprete segna quella giornata come impegnata e non prende altre commesse. Muoversi, lavorare e rientrare al proprio domicilio per 1/10 della tariffa non sarebbe conveniente.

Come oratore, a cosa devo prestare attenzione?
- a fornire copia dell’intervento, o al limite un breve riassunto dei punti principali che si prevede di trattare;
- se l’argomento è molto tecnico, curi di far avere agli interpreti un piccolo glossario dei termini specialistici con relativa traduzione nella lingua d’arrivo;
- a fornire una trascrizione del commento ai filmati che eventualmente presenterete all’uditorio. Viceversa, l’interprete non lo interpreterà;
- a parlare in maniera chiara, con velocità adeguata a consentire all’interprete di fare il proprio lavoro, specialmente se si legge un testo. Se non siete abituati a usufruire di interpreti, esercitatevi prima della conferenza;
- a verificare che il microfono sia acceso, possibilmente senza dare colpetti e senza soffiare, perché potreste attirarvi le ire degli interpreti;
- non parlare troppo vicino al microfono, perché oltre ad essere fastidioso per chi vi ascolta, risultereste incomprensibili agli interpreti;
- parlare sempre al microfono, altrimenti gli interpreti non potranno sentirvi e quello che direte non sarà trasmesso all’uditorio che ascolta nella lingua di arrivo;
- avere sempre al seguito una cuffia, se parlate da un podio. Se l’uditorio farà domande, potrete ascoltarle nella vostra lingua.
Tenete a mente il seguente concetto: l’interprete non è là per fare bella figura o per dare sfoggio della conoscenza di un argomento. La sua funzione è quella di consentirvi di trasmettere un messaggio a persone che, altrimenti, non sarebbero in grado di capire quello che dite. Aiutare l’interprete significa darsi maggiori opportunità di comunicazione. All’occorrenza, si può portare al seguito questa lista di consigli.

Come organizzatore, a cosa devo prestare attenzione?
Nella fase organizzativa:
- che gli oratori abbiano fatto pervenire una copia del testo del proprio intervento, presentazione, video, messaggio, ecc., per gli interpreti; gli interpreti sono persone informate, ma non sono onniscienti;
Ricevere una copia della documentazione consente agli interpreti di familiarizzare con gli argomenti, stilare dei glossari e comprendere con maggior facilità quegli oratori che parlano velocemente o si esprimono con accenti insoliti;
La documentazione da trasmettere agli interpreti dovrà contenere anche i verbali di precedenti riunioni, le informazioni relative alle iniziative, ai programmi e alla natura delle organizzazioni coinvolte. Questo perché nella riunione si farà quasi certamente riferimento a cose dette nel passato, o a programmi in atto. È probabile che ci siano acronimi familiari ai partecipanti, che l’interprete può non cogliere se non li ha letti almeno una volta in precedenza;
- agli eventuali curriculum vitae dei relatori, che sono molto utili. Un interprete esperto è in grado di farsi una vaga idea di come parlerà un oratore leggendo il suo curriculum (ad esempio, se questo ha vissuto per lungo tempo negli Stati Uniti avrà quasi certamente un accento inglese americano);
- che sia organizzato un briefing informativo per quegli incontri ad elevato contenuto tecnico, per dare agli interpreti tutte le indicazioni necessarie in un’unica soluzione;
- che vi sia un interprete che funge da coordinatore (il cosiddetto Chef d’équipe), che fungerà da interlocutore per tutte le questioni inerenti l’interpretazione.
Nella predisposizione della sala:
- che gli interpreti possano osservare direttamente lo schermo, i relatori e le eventuali presentazioni. Se la distanza tra cabine e schermo è tale da non consentire all’interprete di leggere la diapositiva, si dovrà prevedere uno schermo in cabina (14 o 15 pollici è la misura ideale);
- che gli impianti funzionino bene e che non vi siano interferenze. Avete tutto il diritto di esigere che gli interpreti provino le cabine prima dell’inizio dell'evento;
- che gli interpreti dispongano di un loro spazio, ad esempio una sala attigua alle cabine, dove riposare quando non sono in turno, consultare i documenti e ricevere comunicazioni;
- che nelle cabine sia sempre disponibile dell’acqua per gli interpreti, da sostituire ad ogni pausa.
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Perché in ogni cabina ci devono essere due interpreti?
La concentrazione deve essere mantenuta al livello massimo per essere certi di trasmettere il messaggio pronunciato nella lingua originale nella maniera più fedele possibile. Per fare ciò, l’interprete non può lavorare per più di 20-30 minuti consecutivi, pena un decadimento della qualità. L'alternanza è necessaria perché il committente ha pieno diritto di usufruire di un servizio di elevata qualità.

Perché ci vogliono più cabine?
Perché un interprete traduce verso la propria lingua madre ed eventualmente verso la lingua pivot. Per ogni lingua, quindi, dovrà essere contemplata una cabina.

Devo fornire all’interprete materiale di riferimento?
È sempre consigliabile farlo. Dal materiale fornito (documenti, minute di incontri precedenti, presentazioni, curriculum vitae, glossari specialistici) trarrà una conoscenza generale degli argomenti, la terminologia e conoscerà la programmazione degli eventi.

Quante ore lavora al giorno un interprete?
La giornata lavorativa ‘tipo’ è di 7 ore in totale (anche non continuative; le pause non sono conteggiate). Se la conferenza è particolarmente tecnica, o se si prevede che duri oltre le 7 ore, si dovrà prevedere un terzo interprete per ogni cabina.

Come posso trarre il meglio da un interprete?
È consigliabile, oltre a fornire tutto il materiale di cui si dispone, incontrare l’interprete per qualche minuto prima della conferenza o dell’intervento. In questo modo si potranno comunicare tutte le informazioni necessarie. Se prevedete di pronunciare nomi di luoghi geografici, raccontare aneddoti o barzellette, usare molti modi di dire e citazioni, sarà opportuno comunicarli all’interprete in anticipo; questo per evitare, ad esempio, che la vostra citazione di un brano della Bibbia sia tradotta all’impronta perché non si può fare altrimenti.

Ho parecchie informazioni da dare agli interpreti perché il convegno è molto tecnico. Come faccio?
Si può organizzare un briefing day (che va comunque retribuito) per fornire agli interpreti la documentazione e dare le indicazioni di dettaglio (programma, orari, ecc.).
A chi devo inviare la documentazione, gli abstract e i testi preparati dai relatori?
In genere la documentazione viene raccolta da un’apposita segreteria organizzativa e da questa trasmessa agli interpreti. In alternativa, potete contattare lo/la Chef d’équipe.

Come devo far posizionare le cabine rispetto allo schermo?
Si può consultare questo schema, ma in generale:
- di fronte, in genere in fondo alla sala, in modo che sia possibile vedere sia chi parla, sia l’eventuale schermo dove vengono proiettati i contenuti dell’intervento;
- di lato al tavolo degli oratori.

In che modo sono gestiti i contenuti altamente riservati?
Gli interpreti sono tenuti alla riservatezza delle informazioni di cui vengono a conoscenza. Alcune agenzie di traduzione e interpretazione offrono una dichiarazione di riservatezza che viene firmata dagli interpreti. |
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Quanto costa un interprete professionista?
In passato, le tariffe di riferimento erano quelle pubblicate sul sito dell’AITI (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti) e dell’AIIC (Associazione Internazionale degli Interpreti di Conferenza).
Successivamente, nel recepire le obiezioni dell’Autorità Garante della Concorrenza sul Mercato, fu stabilita l’illegittimità dei tariffari obbligatori, che furono quindi eliminati dai siti web. Non esistendo un Albo, ma soltanto associazioni di categoria, è difficile definire chi sia un interprete professionista.
In generale, l’appartenenza a una delle associazioni sopra citate, così come ad altre (ad esempio Assointerpreti) è già una garanzia. L’altra discriminante è rappresentata dalle tariffe. Un conoscente, che stava cercando un interprete di francese, mi ha chiesto come fosse possibile una così ampia differenza nei preventivi: “Pensa che per una giornata, uno mi ha chiesto 130 euro, mentre un altro 450!”.
La differenza è evidente: il secondo è un interprete professionista, l’altro solo uno che si improvvisa tale. Un professionista non svende gli anni spesi per la preparazione, quelli per lo studio, né gli sforzi per soddisfare l’esigenza di una formazione continua. Se volete saperne di più su un interprete che vorreste ingaggiare, chiedetegli un curriculum vitae.
Solo un accenno alle traduzioni. Il prezzo medio di una cartella di traduzione (pari a 1500 caratteri) varia a seconda dell’argomento, della complessità e della lingua. Se qualcuno vi chiede 4 euro, probabilmente è uno studente senza esperienza, che prova a fare i primi passi in questo campo e vuole arrotondare. La qualità, come in molti altri campi, si paga.
Vale la pena risparmiare qualche centinaio di euro per poi ricevere commenti negativi dall’uditorio sulla qualità del convegno che avete faticosamente organizzato? O per trovarsi di fronte una traduzione dallo stile discutibile?
Tenete presente che alla tariffa giornaliera vanno sempre aggiunte l’IVA e le spese di viaggio, vitto e alloggio.
NOTA: un errore comune è quello di considerare una persona bilingue un interprete già fatto. L’interprete è un mestiere, non un dono innato. Al di là della necessaria predisposizione, interpreti di diventa, non si nasce. Un bilingue ha facilità a comprendere ed esprimersi in due lingue, ma non necessariamente sa come si prendono appunti per una consecutiva o cosa sia il décalage.

Perché un interprete costa così tanto?
Non così tanto se si fanno le dovute considerazioni:
- l’interprete non lavora 30 giorni al mese;
- è un libero professionista, quindi circa il 50% degli introiti si trasformano in tasse e versamenti previdenziali;
- il suo lavoro non è limitato al giorno della conferenza: per poter essere sicuro di trasmettere il messaggio nella maniera corretta, l’interprete deve documentarsi e le giornate necessarie allo studio preparatorio non sono conteggiate nel compenso.

Come viene calcolato il costo dell’interpretariato?
A giornata, non frazionabile.

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